Le nuove leggi intervengono in modo diretto sul lavoro dipendente, con misure che incidono sul netto in busta paga e sulla fiscalità personale.
Gli effetti non sono uniformi: i benefici risultano più evidenti per i redditi medio-bassi, per chi lavora a turni e per le famiglie con figli.
IRPEF: riduzione del secondo scaglione
Dal 2026 l’aliquota IRPEF applicata al secondo scaglione di reddito (28.000–50.000 euro) scende dal 35% al 33%. Il beneficio massimo stimato è pari a circa 440 euro annui, con un impatto che varia in funzione del reddito complessivo e si riduce per chi supera la soglia dello scaglione.
Cuneo fiscale: confermate le regole 2025
Viene confermato l’impianto del taglio del cuneo fiscale già in vigore nel 2025:
per redditi fino a 20.000 euro resta una somma esente da IRPEF e contributi, riconosciuta direttamente in busta paga;
per redditi da 20.000 a 40.000 euro continua ad applicarsi una detrazione IRPEF aggiuntiva, decrescente all’aumentare del reddito.
Detassazioni 2026: le misure operative
Rinnovi contrattuali con imposta sostitutiva al 5%
Gli aumenti retributivi legati a rinnovi contrattuali nel settore privato sono tassati al 5% per i lavoratori con reddito da lavoro dipendente fino a 33.000 euro, salvo rinuncia.
Premi di produttività tassati all’1%
I premi di risultato e le somme legate alla partecipazione agli utili scontano un’imposta sostitutiva dell’1% fino a 5.000 euro annui per il 2026 e il 2027.
Notturni, festivi e turni: tassazione al 15%
Per il 2026 è prevista un’imposta sostitutiva del 15% su maggiorazioni e indennità per lavoro notturno, festivo o a turni, entro il limite di 1.500 euro annui, per lavoratori con reddito 2025 fino a 40.000 euro.
Buoni pasto elettronici
Dal 2026 la soglia di esenzione per i buoni pasto elettronici sale da 8 a 10 euro al giorno.
Bonus mamme lavoratrici 2026
Il bonus mamme viene rafforzato: alle lavoratrici con almeno due figli spetta un contributo di 60
euro al mese, fino a 720 euro annui. L’importo è esente da IRPEF e contributi ed è erogato dall’INPS su domanda.
Altre misure per le madri lavoratrici
esonero contributivo per 24 mesi per le aziende che assumono donne con almeno tre figli;
estensione del congedo parentale fino ai 14 anni dei figli;
raddoppio dei giorni di congedo per malattia dei figli da 5 a 10 giorni annui.
Uno degli interventi di maggiore impatto per i lavoratori dipendenti riguarda la riduzione dell’aliquota IRPEF intermedia, che passa dal 35% al 33% per i redditi compresi tra 28.000 e 50.000 euro. La nuova struttura dell’imposta sul reddito delle persone fisiche risulta quindi articolata su tre scaglioni:
23% per i redditi fino a 28.000 euro
33% per i redditi da 28.000 a 50.000 euro
43% per i redditi oltre 50.000 euro
La misura produce un alleggerimento del carico fiscale soprattutto per i lavoratori dipendenti collocati nella fascia di reddito medio, con un beneficio che si riflette direttamente sul netto in busta paga.
Accanto alla riduzione delle aliquote, la manovra interviene anche sulle detrazioni fiscali. Con la modifica dell’art. 16-ter del TUIR viene introdotto il nuovo comma 5-bis, che prevede, per i contribuenti con reddito complessivo superiore a 200.000 euro, una riduzione forfettaria di 440 euro delle detrazioni spettanti per:
oneri detraibili al 19%, con esclusione delle spese sanitarie;
erogazioni liberali a favore dei partiti politici;
premi assicurativi contro eventi calamitosi.

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