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domenica 20 luglio 2014

Scuola per il prossimo settembre almeno 32.500 assunzioni. Secondo il piano MIUR



Il Miur ha pubblicato il piano di immissioni in ruolo 2014 per 15 mila professori “su posti comuni” per coprire il turn over, altri 13 mila per il sostegno, la seconda tranche del piano triennale di stabilizzazioni varato lo scorso anno dal decreto Carrozza. Più 4.500 Ata (il personale tecnico amministrativo) per un totale di 32.500 assunzioni che potrebbero scattare a settembre. In questo modo il Miur preme per far scattare almeno 28 mila assunzioni di docenti (oltre ai 4.500 Ata) e il loro reclutamento avverrà secondo il criterio introdotto 15 anni fa: il 50% dei posti sarà attribuito sulla base delle graduatorie a esaurimento (dove stazionano ancora circa 155 mila precari “storici”). Il ministero dell'Istruzione ha inviato a Mef e Funzione pubblica il piano di immissioni in ruolo 2014.

Sintetizzando le assunzioni dei nuovi docenti avverrà secondo regole ormai più che decennali: il 50 per cento dei posti sarà attribuito sulla base delle graduatorie a esaurimento e il restante 50 per cento attraverso i concorsi: tramite l’ultimo, bandito nel 2012 dall’ex ministro Profumo, dovrebbero entrare in ruolo già a settembre una buona parte degli oltre 8 mila idonei ancora in attesa di assunzione.

Le stabilizzazioni sul sostegno sono finanziate direttamente dalla legge 104 (sono previsti stanziamenti ad hoc per circa 108 milioni di euro l'anno). Gli altri 15mila docenti previsti copriranno i pensionamenti che «quest'anno hanno risentito meno degli effetti della legge Monti-Fornero», ha spiegato il capo dipartimento per l'Istruzione del Miur, Luciano Chiappetta in un colloquio con "Il Sole 24 Ore". Le prime stime di gennaio sul turn over indicavano cifre minori (poco più di 8mila posti) ma poi sono cresciute. Una possibile spiegazione, ha detto Chiappetta, «è che nella scuola, in passato, si entrava dopo aver svolto altri impieghi e quindi l'eventuale ricongiungimento, a fini pensionistici, dei questi periodi contributivi può aver agevolato le fuoriuscite. Negli anni 70 e 80, per esempio, sono stati assorbiti molti lavoratori che provenivano dalle Poste o dalle Ferrovie dello Stato».

I criteri per le assunzioni e il nodo Quota 96. Per settembre, quindi, il Miur preme per far scattare almeno 28mila assunzioni di docenti (oltre ai 4.500 Ata) e il loro reclutamento avverrà secondo il criterio introdotto 15 anni fa: il 50% dei posti sarà attribuito sulla base delle graduatorie a esaurimento (dove stazionano ancora circa 155mila precari "storici") e il restante 50% sulla base dei concorsi. In primis, quello bandito nel 2012 dall'ex ministro, Francesco Profumo. Degli 11.542 posti messi a selezione sono stati assunti 3.527 docenti nel corso dell'anno scolastico in corso, mentre a settembre si procederà quindi all'immissione degli ulteriori vincitori, probabilmente una buona fetta dei restanti 8.015 (in ogni caso le graduatorie concorsuali sono valide tre anni). Questi numeri non tengono conto dei circa 4mila docenti (cosiddetti "Quota 96") che potrebbero andare in pensione con i requisiti pre-Fornero, la cui discussione è legata alle sorti del decreto-legge Pa (e soprattutto all'onerosità della misura, su cui in passato c'è sempre stato il veto del Mef).

Ma la partita sulle immissioni in ruolo del prossimo settembre potrebbe comunque portare a un bottino di posti più cospicuo. Il Miur infatti, ha annunciato Chiappetta, vuole dar seguito al piano triennale di assunzioni su tutti i posti oggi liberi e disponibili previsto dal decreto Carrozza: «Parliamo, per gli insegnamenti, di 14mila posti vacanti, ma a cui il ministero dell'Economia sottrae i circa 6mila soprannumerari non riassorbibili perché titolari di classi di concorso desuete o comunque superate dalla riforma degli ordinamenti». Insomma, si potrebbero liberare altri 8mila posti. Per gli Ata si parla di altri 4.500 posti. La strada «è in salita - ha ammesso Chiappetta - ma puntiamo a convincere Mef e Funzione pubblica». Dopo di che si dovrà aprire una sessione negoziale all'Aran con i sindacati perché il piano triennale è «a invarianza finanziaria» per lo Stato. L'atto d'indirizzo è pronto. La strada per garantire i saldi di bilancio dovrebbe essere quella già sperimentata con il precedente piano triennale di assunzioni Tremonti-Gelmini, ovvero l'allungamento della maturazione dello scatto d'anzianità (il cosiddetto "gradone") per tutti i neo-assunti. Tutto ciò ovviamente previo assenso delle organizzazioni sindacali.

Per quanto riguarda il restante 50% delle assunzioni verrà reclutato sulla base dei concorsi. In primis, quello bandito nel 2012 dall’ex Ministro, Francesco Profumo. Degli 11.542 posti messi a selezione sono stati assunti 3.527 docenti nel corso dell’anno scolastico in corso, mentre a settembre si procederà quindi all’immissione degli ulteriori vincitori, probabilmente una buona fetta dei restanti 8.015 (in ogni caso le graduatorie concorsuali sono valide tre anni). Questi numeri non tengono conto dei circa 4 mila docenti (cosiddetti “Quota 96″) che potrebbero andare in pensione con i requisiti pre-Fornero, la cui discussione è legata alle sorti del decreto-legge Pa (e soprattutto all’onerosità della misura, su cui in passato c’è sempre stato il veto del Mef).

Quindi per la scuola, sono in vista assunzioni, argomento già trattato, soprattutto dopo il piano triennale varato lo scorso anno grazie al cosiddetto “Decreto Carrozza” Le prospettive, però, potrebbero essere più rosee di quanto previsto, almeno nel breve periodo, con una massiccia infornata di nuove assunzioni già a partire dal prossimo mese di settembre.

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