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mercoledì 7 gennaio 2015

Inps: data mining per le visite mediche di controllo



Con circolare n. 26/2011 l’Inps già in tale data ha reso noto un nuovo sistema di gestione delle visite mediche di controllo il “Data Mining”. Tale applicativo è utile all’individuazione di eventi di malattia da sottoporre a visita fiscale, poiché verifica tutti i certificati attivi al momento dell’analisi e segnala “i certificati più a rischio” in termini di adeguatezza della prognosi, sulla base di un indicatore di probabilità.

L’ente di previdenza ha modernizzato il sistema delle visite fiscali affidandosi ad un applicativo che rileva i certificati a rischio, anche qualora la prognosi sia apparentemente conclusa o ricada nella carenza. Il processo telematico ha consentito di automatizzare e digitalizzare completamente la presentazione dei certificati di malattia, con la conseguente creazione la del database, che dovrebbe rendere più semplice e mirato anche il controllo della malattia del lavoratore. Il nuovo software seleziona i lavoratori da sottoporre a visita medica attraverso un “sistema informatico esperto”.

L’applicativo é infatti in grado di individuare non solo i casi di idoneità, cioè i lavoratori in grado di riprendere il lavoro per conclusione della malattia, ma anche i casi di insussistenza della malattia o di un decorso della stessa più favorevole. Ricordiamo che ogni lavoratore in stato di malattia ha l’obbligo, tutti i giorni comprese le domeniche e festivi, di rispettare le fasce orarie per permettere agli enti preposti di controllare lo stato di malattia.

Alla lista delle visite proposte dal Data Mining si aggiungono le visite:

richieste dai datori di lavoro – OBBLIGATORIE;

ritenute comunque necessarie dal Dirigente Medico di sede;

preordinate da analisi proposte a livello centrale.

L’obiettivo del programma consiste nella visualizzazione e nel calcolo online dei risultati ottenuti dal processo di elaborazione dei dati presenti nei certificati di malattia e nei verbali di visita medica di controllo domiciliare, formando una graduatoria di probabilità statistica di idoneità lavorativa, attribuita a ogni certificato. L’Inps ritiene che grazie a questo applicativo verificherà una riduzione dei costi derivante da due fattori: la diminuzione del numero di visite mediche di controllo, che essendo mirate dovranno avere un’efficacia maggiore in quanto a più alta probabilità di successo nell’identificare richieste irregolari, e l’individuazione dei casi che presentano una maggiore probabilità di riduzione della prognosi.

Infine, va sottolineato che, sempre a parere dell’Inps, l’utilizzo del data mining fa cessare le precedenti modalità di scelta delle visite mediche domiciliari adottate sul territorio. Rassicurante, ma poco credibile, la previsione del presidente dell’Inps che preannuncia nel giro di un mese la messa a regime del sistema che permetterà alle aziende, comunicare, sempre online, la richiesta di visita fiscale per il proprio dipendente. In questo modo l’Inps contatterà il medico disponibile più vicino che si recherà dal paziente in pochissimo tempo per l’effettuazione della rituale visita fiscale.

Quindi il modo di controllare avverrebbe grazie a «un sistema di data mining e all'archivio dei certificati online di cui l'Istituto ha la gestione». In particolare, l'adozione di un sistema di 'data mining' (letteralmente estrazione di dati) permette di ottenere la scelta dei soggetti da sottoporre a visita di controllo attraverso un 'sistema informatico esperto', che garantisce oggettività, conservazione e riproducibilità delle azioni effettuate e soprattutto minori costi.

Con il dimezzamento della spesa, però, c'è il rischio di una flessione nei controlli, visto che, come ha sottolineato il documento conclusivo della Commissione della Camera, con la spending review, si è passati da «circa 78.700 visite mediche d'ufficio effettuate mensilmente nel 2012 a circa 10 mila visite mensili a luglio e agosto 2013 ed a 5 mila visite a settembre».

Potrebbero essere comunque controlli 'redditizi' se indirizzati appropriatamente, proprio con il ricorso a sistemi informatici. Ma, ha spiegato il sottosegretario all'economia, Enrico Zanetti, c'è anche un'altra strada: la 'franchigia retributiva', ovvero una riduzione del trattamento retributivo per i primi giorni di assenza breve per malattia, compensata da un aumento del salario corrispondente al risparmio che ne deriva per l'impresa, può secondo Scelta civica costituire lo strumento più efficace per combattere l'assenteismo abusivo.

C’è una ragione pratica che prevale su tutte le altre e per la quale il governo ha deciso di accentrare tutto il potere nelle mani dell’Inps affidando all’istituto di previdenza l’intera partita delle visite fiscali. E la ragione è che all’Inps sanno dove andare a colpire e spesso ci prendono smascherando le finte malattie di lavoratori che hanno marinato l’ufficio magari con la compiacente complicità dell’amico medico. È l’informatica lo strumento utilizzato per selezionare le visite di controllo, grazie al ricorso a strumenti tecnologici come il data mining. Il data mining, letteralmente “estrazione di datì”, è un meccanismo attraverso il quale la scelta di chi sottoporre ad ispezione domiciliare viene guidata da un sistema informatico esperto, allo scopo di garantire oggettività, conservazione e riproducibilità delle scelte effettuate.

La valigetta è un cervellone che immagazzina centinaia di migliaia di dati storici su patologie, frequenza delle assenze dal lavoro, malattie professionali, allo scopo di descrivere l’identikit del lavativo incallito. Se una determinata categoria di impiegati ha una percentuale di malattia statisticamente più alta che altrove, saranno questi a beccarsi il controllo. Se ci sono Regioni o Province o Comuni dove l’influenza è curiosamente più aggressiva che in altre parti del Paese, si accende una spia rossa che guida verso l’abitazione dei febbricitanti sospetti. Questo metodo l’Inps lo utilizza già da diverso tempo per le visite fiscali dei dipendenti privati.

E dal 2015, con la nascita del Polo Unico che toglierà la competenza alle Asl, con buona pace delle Regioni, il meccanismo sarà esteso anche agli statali. I quali, fra qualche mese, riceveranno la visita di un medico dell’Inps munito di valigetta informatica. E cioè un supporto che serve alla redazione, già presso il domicilio del lavoratore, del verbale informatico che viene trasmesso, in tempo reale, ai database dell’Inps stessa, che così ha nell’immediata disponibilità il verbale stesso.

All’Inps progettano anche di potenziare un nuovo sistema applicativo, il S.A.Vi.O, che consente di ottimizzare l’assegnazione delle visite ai medici, assegnandone un numero minimo per ogni sede, tenendo anche conto dei parametri per la individuazione dei singoli controlli. E non è tutto perché l’istituto di previdenza investirà nuove risorse anche per rendere più veloce il rapporto chiamata-visita. Attualmente, dal momento in cui un’azienda chiede all’istituto di effettuare una verifica a quello nel quale il professionista suona al campanello di casa del lavoratore in malattia, trascorrono circa 2 ore. «Possiamo far meglio» assicurano gli uomini del neopresidente Tito Boeri. Ricordando che già esiste un meccanismo di ricerca rapida del medico più vicino al paziente che funziona come un RadioTaxi, con una centrale operativa che individua e convoca in tempo reale il professionista più a portata di mano. Armi efficienti, dunque, che però rischiano di venire spuntate dai tagli della spending review.

Ormai, circa l’80% delle visite condotte dall’Inps avviene su richiesta dell’azienda privata, a testimonianza della crescente difficoltà, con i tagli delle risorse a disposizione dell’istituto, di effettuare visite di propria iniziativa.



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