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sabato 20 luglio 2013

Opportunità di lavoro Eataly con il programma Amva 2013

Eataly offre lavoro e promette di essere una struttura innovativa, ma soprattutto in controtendenza con un’Italia che vista dall’esterno sembra non riuscire più a crescere dal punto di vista imprenditoriale.

Le figure professionali ricercate vanno dalle commesse, ai cassieri, dagli addetti al magazzino agli esperti per il banco pesce e macelleria. E ancora figure di cuoco, camerieri, assistenti alla cucina, esperti nel settore della ristorazione.

Quindi conoscere un mestiere in un settore con molte opportunità e che rappresenta una delle massime espressioni del made in Italy. E' quanto offre la bottega 'Sapere è sapore', che è nata da una partnership tra Italia Lavoro, agenzia tecnica del ministero del Welfare per le politiche dell'occupazione.
Eataly, è una azienda leader nella ristorazione, nell'enogastronomia e nell'agroalimentare.

L'iniziativa è stata presentata nella sede di Eataly, dal patron della catena alimentare, Oscar Farinetti, e dal presidente e amministratore delegato di Italia Lavoro, Paolo Reboani.

Opportunità di lavoro che nasce nell'ambito del programma Amva (Apprendistato e mestieri a vocazione artigianale), ha l'obiettivo di formare i giovani in cerca di occupazione tra i 18 e i 28 anni, attraverso percorsi di tirocinio 'on the job' nei settori della tradizione italiana. E Eataly partecipa all'iniziativa con la bottega 'Sapere è sapore', offrendo così l'opportunità di dare a 20 ragazzi precise competenze legate all'arte culinaria e alla ristorazione.

La metodologia di formazione è un mix d'aula e di esperienza 'on the job'. Nella fase teorica, i tirocinanti affrontano i seguenti argomenti: salute e sicurezza, diritti e doveri (del datore di lavoro e del lavoratore), presentazione dell'azienda, procedure di lavoro, comunicazione e advertising, formazione del prodotto.

Dal terzo giorno i tirocinanti verranno inseriti nei vari ristoranti di Eataly, dove potranno osservare i metodi della preparazione del cibo e avranno la possibilità di collaborare fattivamente al processo produttivo.

Gli utili di un’azienda, sostiene lo stesso Oscar Farinetti, vanno distribuiti tra i propri dipendenti per aumentare ed accrescere la passione per il proprio operato. La consuetudine è nemica dei lavori abitudinari. Svolgere un lavoro ad Eataly rende tutti i dipendenti consapevoli del fatto che è il lavoro individuale svolto bene che porta ad ottenere risultati per tutta la squadra.

lunedì 3 settembre 2012

Lavoro: i mestieri più stressanti del 2102


I fattori principali dello stress per quanto riguarda il mondo del lavoro: sono il tasso di rischio, la competizione e l'esposizione in pubblico.

Secondo un sondaggio di statunitense del portale Career Cast , che si occupa di annunci di lavoro ha messo in evidenza le figure professionali, i mestieri che hanno un alto tasso di stress è sono: il pompiere, il soldato, il pilota, il taxista ed il coordinatore di eventi.

E' bene sottolineare che la metodologia usata dalla Career Cast è complessa e piena di variabili, ma si fonda su cinque grandi criteri: l'ambiente di lavoro, il reddito, le prospettive di carriera, lo stress puro e semplice e lo sforzo fisico richiesto. Ne risulta che il lavoro più stressante in assoluto è il pompiere, che praticamente non dorme mai, vive in ansia perenne e deve confrontarsi con fiamme e altezze vertiginose.
Mentre per l’autorevole rivista scientifica Journal of Occupational Health Psychology, riconduce al mestiere di autista di bus il primato di mestiere più stressante. Ed il fattore che determina l’innalzamento dei livelli di stress è in particolar modo la paura costante di essere aggrediti, sia verbalmente che fisicamente.

Secondo il Career Cast quel che pesa maggiormente all'uomo è il pericolo costante al quale si è esposti, ma anche la competizione in generale e lo sguardo giudicante degli altri. Per questo nella classifica, rigorosamente a stelle e strisce, dei lavori più stressanti troviamo accomunati lavori come il tassista, il pompiere e il soldato al mestiere del manager o addirittura all’organizzatore di eventi. Certo la posizione nella gerarchia della pressione psicologica non è la stessa e questo non sorprende.

Al primo posto in questa classica troviamo il soldato, con un punteggio di 84.61 di stress score. A seguire troviamo il pompiere, con 60.26. Pilota, generale dell’esercito, poliziotto vengono subito dopo, a causa delle evidenti responsabilità e dei rischi ai quali si è esposti. Gioca anche un ruolo verso il giudizio, in queste professioni l’irregolarità dei ritmi di vita, come nel caso del pilota, e il tasso di responsabilità delle vite altrui, evidente soprattutto nel lavoro di pompiere.

Analizzando questa classifica ogni mestiere, ovviamente, è associato anche al guadagno medio riportato dalla categoria. Una considerazione a parte meritano il mestiere dell’amministratore delegato, che in tempo di crisi è chiamato a prendere decisioni spesso pesanti e spiacevoli (licenziamenti) e quello del tassista, che a causa della criminalità ormai dilagante di molte città è esposto a molti pericoli e per giunta in cambio di una paga minima.

Lo stress è entrato a pieno diritto nella nostra vita lavorativa. E a farne le spese sembrano essere soprattutto le donne. Secondo una recente ricerca, promossa dal Brigham and Women's Hospital, che ha coinvolto 22mila donne infatti la popolazione femminile è più esposta ai rischi di un lavoro stressante che, nel 70 per cento dei casi, causa loro un attacco di cuore nel corso della vita.

domenica 6 maggio 2012

Lavoro 2012 i mestieri che si cercano e sono “introvabili”


Vediamo il rapporto annuale di Unioncamere sui mestieri più "ricercati" dalle aziende: domanda e offerta difficilmente si incontrano. Sono 25 le categorie di mestieri di cui c'è più bisogno. E sono: cuochi, saldatori, infermieri, esperti di marketing, falegnami, ingegneri, commercialisti e fabbri. Questi i mestieri e professioni “introvabili”, di cui le aziende sono alla ricerca, nonostante i disoccupati siano sempre di più. Lo si apprende dalla classifica 2011, contenuta nel rapporto 'Excelsior" redatto da Unioncamere e Ministero del Lavoro. Si tratta di circa 100mila posti di lavoro: 31.790 nelle grandi imprese e 61.720 nelle Pmi. Almeno 25 le categorie professionali interessate che le aziende faticano a trovare. Nel contempo, Unioncamere indica, per il 2012, in 130mila i posti di lavoro che saranno persi a causa della recessione.

Fra le 25 categorie professionali, le Pmi hanno bisogno di 1.530 operai addetti ai macchinari, 960 alle macchine movimento terra, 810 operai tessili e dell'abbigliamento, 3.330 riparatori di impianti, 1.820 fabbri, 7.460 operai edili specializzati, 2.460 saldatori e carpentieri, 1.840 tecnici ingegneri, 1.100 chimici e fisici, 880 tecnici matematici, 820 falegnami, cinquecento ingegneri. Le grandi imprese cercano soprattutto 1.380 ingegneri, 1.840 manager gestionali, 1.640 esperti di marketing, 1.920 fra matematici e fisici, 1.140 commercialisti e specialisti bancari, 1.740 infermieri e paramedici, 1.640 cuochi e addetti alla ristorazione, 880 autisti, 1.310 montatori e riparatori impianti ma anche 520 saldatori, 330 operai specializzati.

Le professionalità che si fatica maggiormente a trovare coprono una fetta del 20,6% del totale delle assunzioni programmate dalla grandi aziende; poco meno per le Pmi. Errato  pensare che la laurea non serve o serve a poco per trovare lavoro. In entrambe le tipologia di imprese, il rapporto Unioncamere evidenzia che "disporre di un livello di istruzione universitario permette di accedere non solo a professioni maggiormente qualificate ma anche a retribuzioni più elevate". Nelle piccole imprese chi ha una laurea viene assunto a un livello retributivo maggiore del 16% rispetto a un diplomato e del 18% rispetto a livelli di formazione inferiore.
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