domenica 28 novembre 2010

Natale aziendale

Siamo arrivati al periodo in cui molte aziende organizzano il Natale tra colleghi, pochi giorni prima delle festività natalizie.
Quando si avvicina il Natale tante aziende e datori di lavoro, per dare un ulteriore gratifica ai dipendenti organizzano cene, riunioni e momenti di festa aziendale.
Di solito le cene aziendali sono un'occasione di ritrovo, una gratificazione per tutto il personale, la soddisfazione per aver raggiunto un traguardo, e festeggiare il Natale con i collaboratori, l’intera squadra di lavoro.

Parliamo sempre di Natale, però verifichiamo che secondo la Cgia per le prossime spese natalizie non vi saranno regali per un italiano su quattro.

Cosa significa?
Secondo questa indagine la percentuale di chi non acquisterà doni passerebbe dal 19,7% dell'anno scorso al 23,8%. In aumento probabilmente saranno libri, vino e lingerie. Calano i capi di abbigliamento e i viaggi
Sembra che è in crescita il numero di persone che quest'anno, a fronte della crisi economica che continua a preoccupare e colpire una buona parte degli italiani, non farà nessun regalo di Natale.

La speranza è che il gap sia più contenuto quando si farà il bilancio finale dopo le festività. Quello che si prospetta, rispetto agli anni passati gli italiani riceveranno in dono più libri, un grido a favore delle cultura. In forte discesa l'acquisto dei capi di vestiario, le calzature, i viaggi e le vacanze.

Comunque vada peserà la crisi economica sul Natale e probabilmente cambieranno gli indirizzi dei regali rispetto all’anno scorso.

Quindi le aziende che possono permettersi di dare ulteriori gratificazioni ai dipendenti devono fare in modo di organizzare il natale aziendale e dare delle “soddisfazioni” ai dipendenti.

giovedì 25 novembre 2010

Offerte di lavoro: come valorizzarle?

E' indubbio che l'ingresso nel mondo del lavoro, per i giovani soprattutto e per coloro che cercano di ricostruire una determinata carriera, oggi è estremamente difficile per alcune cause: flessibilità del lavoro, competitività, mercato saturo e contratti di lavoro che rendono la vita dei lavoratori difficile, in modo particolare quando si tratta di giovani che affrontano la prima esperienza lavorativa. Di solito è un percorso in salita, costellato di scelte non facili e di una serie di fattori, tra cui le aspirazioni proprie e dell'azienda, che per forza di cose condizionano un momento decisivo per gran parte della vita.

Come possiamo muoverci per farci conoscere ed apprezzare?
Vediamo i primi passi per cercare di trovare lavoro. Si perché il più delle volte è una vera e propria ricerca: dove cercare i documenti, come presentarsi, quali dettagli non omettere. Riuscire a districarsi nelle molteplici opportunità, sia reali che a volte apparenti, è difficile.

Alcuni consigli per non perdere l'occasione forse giusta giusta.
Innanzitutto avere un modello di Curriculum vitae in formato europeo sempre aggiornato e che sia sviluppato con un determinato ordine, chiarezza e sintesi per definire le capacità, le esperienze e le aspettative lavorative.
Il curriculum vitae è il biglietto da visita dell'aspirante lavoratore: deve essere in grado di attirare l'attenzione, di distinguerlo dagli altri e di focalizzare mettere in risalto le esperienze più importanti. Per alcuni consigli riporto a visitare la pagina del blog.
Vediamo le prime mosse per poter affrontare questo intricato pianeta delle offerte di lavoro.
E' fondamentale stilare un elenco delle aziende collegate al proprio ambito di studi e di interesse prima di proporsi per una candidatura. Nell'immenso mondo di  Internet, la ricerca è si semplice, ma comunque va valutata con attenzione: una volta visualizzato l'indirizzo mail dell'azienda, si può inviare il proprio c.v. direttamente per posta elettronica. Sempre sul web si possono consultare molti  siti dedicati al lavoro ed  alcuni specializzati in settori, ricchi di offerte generalmente suddivise per categoria: essere inseriti nel database di un portale di ricerca lavoro può risultare un buon inizio per concretizzare un primo contatto con le aziende. Si può anche far riferimento ai giornali specializzati e, nel caso di persone adulte alla ricerca di un impiego, non va dimenticata la figura dell'head hunter, che sono alla ricerca delle professionalità sul mercato del lavoro, che tenendo conto delle varie esigenze dell'aspirante lavoratore lo segue fino nella fase d'inizio.
Per informazioni sulle leggi ed i suoi sviluppi consiglio di visitare il sito Lavoro.gov.it.

martedì 23 novembre 2010

Un mostro chiamato mobbing

Il Mobbing è una forma di terrore psicologico, il più delle volte senza una reale ragione, che viene esercitato sul luogo di lavoro attraverso attacchi ripetuti da parte di colleghi, superiori e datori di lavoro.
Generalmente è un comportamento persistente ed offensivo che si riassume in un abuso di potere e che causa nell’aggredito sentimenti di disperazione, umiliazione e facile vulnerabilità. E' un atteggiamneto che  mina la fiducia in se stessi e diventa causa di un enorme stress.
Quali possono essere le forme ?
Dalla semplice emarginazione alla diffusione di calunnie, dalle continue critiche alla sistematica persecuzione, dall’assegnazione di compiti dequalificanti e si può arrivare anche al sabotaggio del lavoro e ad azioni illegali.
Questi atteggiamenti il più delle volte hanno crescendo durante un lasso di tempo decisamente lungo e diventano sempre più difficili da sopportare. E' durante questo lungo periodo che il lavoratore, viene privato di un sostegno adeguato, lentamente perde la fiducia in se stesso e manifesta degli episodi di depressione o delle malattie psicosomatiche.
Le conseguenze di questo mostro possono essere problemi riguardanti:  la situazione professionale (difficoltà a  gestire il lavoro e lo stress);  la situazione personale (difficoltà relazionali, e perdita di fiducia in se stesso);  la salute (stanchezza, insonnia e mali fisici testa o stomaco).
Il costo sociale?
Generalmente vengono coinvolte assicurazioni, casse malattia e autorità pubbliche.
In effetti, il mostro chiamato mobbing causa un significativo assenteismo come un bisogno di terapie.
Delle possibili soluzioni ?
Parlare con una persona di fiducia tra i colleghi, capi o con il responsabile del personale;  consultare dei medici in caso di necessità;  annotare l'evoluzione dello stato lavorativo, per poter valutare l'evoluzione della situazione e fornire delle prove in un'eventuale azione legale; e forse la più importante scrivere una lettera raccomandata al datore di lavoro descrivendo con precisione la situazione e chiedendogli di rispettare il suo obbligo di far cessare la lesione alla sua personalità.
Il passo più importante per chi è abusato di mobbing è la la denuncia. Denunciare una situazione di persecuzione psicologica sul luogo di lavoro non significa necessariamente rivolgersi all'autorità giudiziaria o ai propri superiori. Oltre alla denuncia ufficiale, ci sono altri modi di rivelare il proprio status e rompere il silenzio del quale il mobbing si nutre: denunce ai giornali, diffusione personale e discorsi in occasioni di incontri pubblici.
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