lunedì 15 ottobre 2012

Alitalia: crisi dell'occupazione la Cassa Integrazione prende il sopravvento


"Il fatto che, con una possibile nuova tranche, altri lavoratori Alitalia possano finire in Cassa Integrazione è la dimostrazione del fallimento dell'Azienda e ci chiediamo come faccia il Governo a continuare a concederla". E' il giudizio di Andrea Cavola, Segretario Nazionale Usb Trasporto aereo, in vista dell'incontro di martedi 16 ottobre tra i sindacati e Alitalia Cai nel corso del quale i vertici della compagnia illustreranno il nuovo piano industriale con il rischio che, secondo indiscrezioni, altri dipendenti possano finire in Cig accanto ai 700 già in cassa da marzo scorso. Intanto, da domani, 4.200 dipendenti di Alitalia Spa in amministrazione straordinaria, dopo 4 anni di cassa Integrazione, entreranno in mobilità.

"Ci chiediamo – ha aggiunto Cavola - su cosa verterà il Piano Industriale considerando che per la linea di crescita, che fu impostata dall'ex Ad Sabelli, non si stanno rispettando gli impegni presi. Quanto alla Cig, Usb porrà la massima attenzione su ogni virgola della procedura: ci aspettiamo che anche il Governo faccia la sua parte con un atteggiamento in linea con il rigore che sta scaricando sui lavoratori di tutti i settori. Nel silenzio totale degli altri sindacati, già nei giorni scorsi noi abbiamo attuato assemblee informative con i lavoratori a Fiumicino ed alla Magliana considerando il rischio che centinaia di persone possano essere licenziate. Oltre ad una procedura di raffreddamento, valuteremo, in base all'evolversi della situazioni, eventuali prossime azioni".

Anche la Fit Cisl, per voce del Segretario Regionale con delega al Trasporto aereo, Francesco Sorrentino esprime "preoccupazioni in vista della presentazione del nuovo piano industriale: ci sono delle partite aperte e si rincorrono interrogativi sulla sorte di molti lavoratori e su voci di cessioni di parti importanti del settore manutenzione e carrelli". "Inoltre - sostiene il sindacalista - prima di chiedere una nuova Cig, sarebbe bene, ribadiamo, prima che Alitalia si confrontasse con i sindacati sul piano industriale e sul rinnovo del contratto di lavoro. Comunque, in merito ad eventuali iniziative, aspettiamo intanto cosa accadrà martedi prossimo".

I soci di Cai, dopo l’investimento iniziale, non hanno più messo un euro nella compagnia – ha detto Claudio Di Berardino, della Cgil -, serve un piano di investimenti. Non vorremmo che a gennaio, se andranno via gli azionisti italiani, la Cai finisce completamente in mano ad Air France che potrebbe decidere di coprire da sola l’aumento di capitale con tagli selvaggi sul costo del lavoro. Per questo sabato 20 la manifestazione nazionale della Cgil a Roma sarà dedicata anche al caso Alitalia».

Ricordiamo che  da venerdì 12 ottobre è finita la Cassa Integrazione per 3500 dipendenti della vecchia compagnia, ormai fallita: sono entrati in mobilità, anticamera del licenziamento. E per i lavoratori della nuova compagnia, l'Alitalia Cai, sono in arrivo altri tagli: è prevista la cassa integrazione per 1000 impiegati (che si aggiungerebbero ai 700 di marzo di 2012.

Dopo 13 trimestri su 14 con i conti in rosso, il capitale sociale si è eroso da 1,1 miliardi a circa 4 milioni. Perdite su perdite. In questo contesto l’azienda presenterà il nuovo piano industriale ai sindacati: si parla di altri 1000 lavoratori in Cassa Integrazione, che si andrebbero ad aggiungere ai 700 messi a riposo forzato dal marzo scorso su un totale di 14.500 lavoratori. I dettagli del piano non sono ancora noti, ma secondo le indiscrezioni i tagli dovrebbero colpire perlopiù gli impiegati addetti ai settori commerciale, elaborazione dati e amministrazione, le cui attività potrebbero subire anche una parziale esternalizzazione.

domenica 14 ottobre 2012

Trovare lavoro all’estero con vitto ed alloggio



Tra le varie offerte di lavoro all'estero, ne possiamo trovare alcune comprensive di vitto e alloggio.

Queste offerte si trovano spesso nel campo della ristorazione o da parte di aziende che sponsorizzando i dipendenti per le loro trasferte all'estero. Prima di accettare questo tipo di offerte, è importante tenere presente che a fronte di benefit come vitto e alloggio, i salari risultano generalmente più bassi.

Spesso molte persone che decidono di trasferirsi per lavorare all'estero, prendono in considerazione questo tipo di offerte perché sono preoccupati, in quanto non sanno bene come muoversi per cercare casa in un paese straniero. Per informazioni si consiglia di visitare il sito http://www.lavoro-estero.com

I settori lavorativi dove è possibile trovare offerte di lavoro comprensive di vitto e alloggio riguardano la ristorazione e la gastronomia. Indichiamo siti di riferimento per chi vuole cercare lavoro all'estero:
www.gastrojob-europe.de/
www.workabout.uk.com
www.livein-jobs.co.uk/
www.ukliveinjobs.com
www.aps-personal.at/

Il problema del vitto e dell’alloggio all’estero può essere superato rispondendo ad annunci di lavoro che oltre al salario offrono anche l’opportunità di avere a disposizione un alloggio stabile. Si tratta di offerte di lavoro dive sono esclusi i benefit dove la casa e il vitto è parte della retribuzione concordata.

I profili richiesti devono possedere una pregressa esperienza nel settore e devono essere immediatamente disponibili al lavoro. Dopo l’assunzione, il cuoco o i cuochi selezionati potranno alloggiare presso le stesse camere del ristorante. Altri settori professionali in cui è possibile trovare offerte con vitto e alloggio, il turismo e l’animazione.

Giovani e donne, incentivi all'occupazione con il decreto interministeriale ottobre 2012



E' stato firmato lo scorso 5 ottobre il decreto interministeriale che consentirà di riconoscere ai datori di lavoro privati incentivi da destinare al sostegno dell'occupazione dei giovani e delle donne. La misura, che ha carattere straordinario e può contare su risorse finanziarie di oltre 230 milioni di euro, riguarderà i rapporti di lavoro stabilizzati o attivati entro il 31 marzo 2013. I contributi verranno riconosciuti per contratti stipulati con giovani di età fino a ventinove anni ovvero con donne indipendentemente dall'età anagrafica, secondo limiti numerici per ciascun datore di lavoro che consentano di rispettare la disciplina comunitaria degli aiuti di Stato.

Viene riconosciuto un importo pari a 12.000 euro in caso di trasformazione di un contratto a tempo determinato in contratto a tempo indeterminato, ovvero per ogni stabilizzazione di rapporti di lavoro nella forma di collaborazioni coordinate e continuative anche nella modalità di progetto o delle associazioni in partecipazione con apporto di lavoro. Tali forme di stabilizzazione dovranno riferirsi a contratti di lavoro in essere ovvero cessati da non più di sei mesi e mediante la stipula di contratti a tempo indeterminato, anche a tempo parziale.  Le trasformazioni-stabilizzazioni dovranno realizzarsi con la stipula di contratti di lavoro subordinato a tempo indeterminato, anche tempo parziale, purché di durata non inferiore alla metà dell'orario previsto dal Ccln per i lavoratori a tempo pieno. I nuovi rapporti di lavoro dovranno riferirsi a contratti ancora in essere o cessati da non più di sei mesi dalla entrata in vigore del decreto ministeriale che regolamenterà la materia.

Sono inoltre previsti incentivi per le assunzioni di giovani e donne a tempo determinato, la cui misura varia in relazione alla durata del rapporto di lavoro. In particolare il valore del contributo è stabilito nella misura di 3.000 euro per contratti di lavoro di durata non inferiore a 12 mesi; nella misura di 4.000 euro se la durata del contratto supera i 18 mesi e, da ultimo, nella misura di 6.000 euro per i contratti aventi durata superiore a 24 mesi.

L'Inps, cui è affidata la gestione della misura, corrisponderà gli incentivi in base all'ordine cronologico di presentazione delle domande ed entro il limite delle risorse disponibili (come detto sopra, di oltre 230 milioni di euro), attraverso modalità telematiche che saranno attivate al più presto e consentiranno ai datori di lavoro di avere facile accesso allo strumento appena adottato. I datori di lavoro interessati dovranno inoltrare istanza telematica sulla scorta delle indicazioni che saranno fornite dall'Istituto. Le risorse a disposizione, (196.108.953,00 euro per il 2012 e 36.000.000 euro per il 2013), sono contingentate; conseguentemente, ogni richiesta sarà contraddistinta da un numero di protocollo che terrà conto dell'ordine cronologico di trasmissione delle istanze.

I contributi verranno riconosciuti per contratti stipulati con giovani fino a 29 anni d'età o con donne indipendentemente dall'età anagrafica, secondo limiti numerici per ciascun datore di lavoro che consentano di rispettare la disciplina comunitaria degli aiuti di Stato. In particolare viene riconosciuto un importo pari a 12.000 euro in caso di trasformazione di un contratto a tempo determinato in contratto a tempo indeterminato, ovvero per ogni stabilizzazione di rapporti di lavoro nella forma di collaborazioni coordinate e continuative anche nella modalità di progetto o delle associazioni in partecipazione con apporto di lavoro.

Con queste misure il Governo intende offrire un segnale inequivocabile sul fronte dell'impegno a sostegno dell'occupazione dei giovani e delle donne, nell'auspicio che il mondo delle imprese sappia cogliere questa eccezionale opportunità per favorire l'ingresso dei nostri giovani e delle donne nel tessuto occupazionale e produttivo del Paese.

L'ammissione all'incentivo avverrà in base all'ordine cronologico di presentazione dell'istanza ancora da definire le modalità, che dovrà essere inoltrata al più presto dopo aver eseguito l'assunzione. Gli incentivi saranno erogati dall'Inps – nei limiti delle risorse stanziate – in un'unica soluzione, decorsi sei mesi, rispettivamente, dalle trasformazioni o stabilizzazioni, ovvero dalle assunzioni incrementali a tempo determinato di giovani e donne. Per la pratica attuazione delle misure, si attendono adesso le istruzioni dell'Inps che, tuttavia, non potranno intervenire prima della pubblicazione in gazzetta del provvedimento ministeriale.
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