martedì 21 novembre 2017

Lavoro. Whistleblowing è legge: tutelato il dipendente che denuncia illeciti



La legge sul whistleblowing, che reca disposizioni per la tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell'ambito di un rapporto di lavoro pubblico o privato, contiene numerose e importanti novità.

Soffiatore di fischietto, in inglese 'whistleblower', detto anche impropriamente gola profonda (deep throat), identifica un individuo che denuncia pubblicamente o riferisca alle autorità attività illecite o fraudolente. E' il protagonista della nuova legge, ovvero è un lavoratore che, nello svolgimento delle proprie mansioni in amministrazioni pubbliche o in un'azienda privata, si accorge di una frode, un rischio o una situazione di pericolo, che possa arrecare un danno e lo segnala.

Quindi il cosiddetto whistleblowing è la segnalazione di attività illecite da parte del dipendente che ne sia venuto a conoscenza per ragioni di lavoro ed  è uno strumento legale usato per segnalare all'autorità giudiziaria, alla Corte dei conti, all'Autorità nazionale anticorruzione o al responsabile nella propria azienda di un eventuale pericolo sul posto di lavoro, frode, danno ambientale, false comunicazioni sociali, illecite operazioni finanziarie, casi di corruzione, concussione o negligenza medica.

Dopo la segnalazione il lavoratore non potrà essere sanzionato, demansionato, licenziato, trasferito, sottoposto ad altre misure di ritorsione e sarà vietato rivelarne l'identità. Si prevede il reintegro nel posto di lavoro in caso di licenziamento e la nullità di ogni atto discriminatorio o ritorsivo. L'onere della prova è invertito. Spetterà cioè al datore di lavoro dimostrare che le misure sono motivate da ragioni estranee alla segnalazione del dipendente.

L'eventuale adozione di misure discriminatorie va comunicata dall'interessato o dai sindacati all'Anac che a sua volta ne dà comunicazione al Dipartimento della funzione pubblica e agli altri organismi di garanzia. In questi casi l’Anac può irrogare una sanzione amministrativa pecuniaria a carico del responsabile da 5.000 a 30.000 euro, fermi restando gli altri profili di responsabilità. Inoltre, l’Anac applica la sanzione amministrativa da 10.000 a 50.000 euro a carico del responsabile che non svolga le attività di verifica e analisi delle segnalazioni ricevute. La misura della sanzione tiene conto delle dimensioni dell'amministrazione.

Spetta poi all'amministrazione l’onere di provare che le misure discriminatorie o ritorsive adottate nei confronti del segnalante sono motivate da ragioni estranee alla segnalazione. Gli atti discriminatori o ritorsivi adottati dall'amministrazione o dall'ente comunque sono nulli. Il segnalante licenziato ha diritto alla reintegra nel posto di lavoro e al risarcimento del danno. Le tutele invece non sono garantite nel caso in cui, anche con sentenza di primo grado, sia stata accertata la responsabilità penale del segnalante per i reati di calunnia o diffamazione o comunque reati commessi con la denuncia del medesimo segnalante ovvero la sua responsabilità civile, nei casi di dolo o colpa grave.

La nuova legge impone ai datori di lavoro di integrare e modificare i modelli organizzativi predisposti, ovvero dovranno individuare uno o più canali (di cui almeno uno di natura informatica) che consentano ai dipendenti di presentare, a tutela dell'integrità della società, segnalazioni circostanziate di condotte illecite, fondate su elementi di fatto precisi e concordanti, o di violazioni del modello di organizzazione e gestione dell'ente, di cui siano venuti a conoscenza in ragione delle funzioni svolte.

Ogni tutela salta nel caso di condanna del segnalante in sede penale (anche in primo grado) per calunnia, diffamazione o altri reati commessi con la denuncia o quando sia accertata la sua responsabilità civile per dolo o colpa grave.



mercoledì 15 novembre 2017

Pensioni: vecchiaia o anticipata con decorrenza dal 2019



L'innalzamento delle aspettative di vita riguarda il requisito di accesso alla pensione, non la decorrenza del trattamento, tuttavia è necessario presentare domanda entro il 2018 per gli aventi diritto con le attuali regole altrimenti si rischia lo slittamento di cinque mesi previsto dal 2019. Quindi, i cinque mesi in più che scatteranno nel 2019 riguardano esclusivamente coloro che maturano il requisito per la pensione di vecchiaia o anticipata successivamente al primo gennaio 2019.

Tutte le procedure burocratiche fra la fine della mobilità e l’inizio del trattamento previdenziale vanno fatte entro il 31 dicembre 2018, altrimenti rischia di attendere cinque mesi in più in virtù dello scatto 2019.

L’innalzamento delle aspettative di vita pari a cinque mesi (decreto attuativo entro fine anno 2017) porterà a 67 anni il requisito per la pensione di vecchiaia dal primo gennaio 2019. Chi maturerà il requisito entro il 31 dicembre 2018 non è interessato da questo scatto. Nel suo caso, quindi, il diritto a pensione cade nel 2018 e di conseguenza avrà diritto a ritirarsi in base all’età pensionabile 2018, ovvero 66 anni e sette mesi.

L’età per la pensione di vecchiaia nel 2019 salirà a 67 anni, mentre per la pensione anticipata saranno necessari 43 anni e tre mesi per gli uomini e 42 anni e tre mesi per le donne: è la conseguenza dell’innalzamento dell’aspettativa di vita di cinque mesi confermata dall’ISTAT. A 65 anni, si legge nel report ISTAT arriva a 20,7 anni per il totale dei residenti, allungandosi di cinque mesi rispetto a quella registrata nel 2013. Risultato, ci sarà il conseguente scatto di aumento dei requisiti per andare in pensione, previsto per il 2019, pari appunto a cinque mesi. In realtà, per l’ufficialità, bisogna attendere il decreto con cui il Governo recepisce il dato misurato dall’istituto di statistica, che arriverà entro al fine dell’anno.

Con l'adeguamento dell'uscita della pensione di vecchiaia Inps all'età di 67 anni (e la pensione anticipata a 64 anni, i primi ad essere interessati saranno i nati nel 1952 e nel 1953. Infatti, se nel 2017 usciranno a 66,7 i nati entro fine maggio del '51 e nel 2018 i nati entro lo stesso mese del 1952, con gli aumenti del 2019 andranno in pensione i nati entro la fine del '52 e, nel 2020, i nati entro la fine del '53.

Tuttavia, gli aumenti dei requisiti anagrafici delle pensioni di vecchiaia avranno cadenza diversificata ogni due anni. Infatti, nel 2021 è previsto un successivo adeguamento dell'età della pensione di vecchiaia a 67 anni e tre mesi. Interessati, pertanto, a lasciare il lavoro per la pensione saranno i contribuenti nati entro fine settembre del '54 (per il 2021) ed entro la fine di settembre del '55 per l'anno successivo. Solo nel biennio 2023/24 l'età della pensione salirebbe di un mese, passando a 67,4: per il 2023 andranno in pensione i contribuenti con data di nascita non successiva all'agosto '56, mentre per il 2024 l'uscita sarebbe matura per le nascite fino ad agosto '57.

La pensione anticipata è una strumento previdenziale che sostituisce la pensione di anzianità. Si consente sostanzialmente al lavoratore che non ha raggiunto l'età per ottenere la pensione di vecchiaia, ma che ha versato un elevato numero di contributi di ottenere una pensione.
Ecco precisamente come cambia l’età pensionabile dal 2019:

pensione di vecchiaia: 67 anni per tutti (dipendenti, autonomi, uomini e donne). Attualmente il requisito è pari a 66 anni e sette mesi;

pensione anticipata: 43 anni e tre mesi di contributi per gli uomini (che attualmente vanno in pensione a 42 anni e dieci mesi), e 42 anni e tre mesi di contributi per le donne (che al momento si ritirano con 41 anni e dieci mesi);

pensione anticipata precoci: passa a 41 anni e cinque mesi di contributi. Attualmente il requisito è pari a 41 anni. Ricordiamo che è necessario possedere tutti gli altri requisiti per essere considerati lavoratori precoci, in base a quanto previsto dalla finanziaria dell’anno scorso;

assegno sociale: 67 anni (attualmente il requisito è a 65 anni e sette mesi, ma salirà di un anno nel 2018);

pensione lavoratori usuranti: requisito invariato, la finanziaria 2017 congela gli scatti alle aspettative di vita fino al 2026. Quindi, quota 97,6 per i lavoratori dipendenti, 98,6 per i lavoratori autonomi, da 98,6 a 100,6 per i lavoratori notturni.



domenica 12 novembre 2017

Scatto età pensionabile a 67 anni



E’ nella fase decisiva la trattativa Governo-sindacati sulle categoria di pensionati a cui riconoscere l’esenzione dagli aumenti dell’età pensionabile, che dal 2019 salirà di cinque mesi.

L'elenco comprende 11 categorie di lavori gravosi già previste per l'Ape social e pensione precoci, cui si aggiungono lavoratori agricoli, siderurgici, marittimi e pescatori, ovvero:

Secondo la classificazione Istat, gli operai dell'industria estrattiva si occupano, con strumenti e tecniche diverse, dell'estrazione e della lavorazione di pietre e minerali. Lo stesso gruppo comprende anche chi si occupa della costruzione, della rifinitura e della manutenzione di edifici e di opere pubbliche e del mantenimento del decoro architettonico.

conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni sono specializzati nella manovra e nella manutenzione delle macchine per il movimento terra e il sollevamento di materiali, utilizzate soprattutto nei lavori di scavo o di sterro nei cantieri edili e per le grandi infrastrutture;

conciatori di pelle e pellicce si occupano della prima lavorazione e rifinitura del cuoio, delle pelli e delle pellicce, che portano a diverso grado di rifinitura per la confezione di capi e complementi di abbigliamento e accessori;

macchinisti e personale viaggiante alla guida dei convogli ferroviari per il trasporto su rotaia di persone e merci. A questa categoria appartengono anche i lavoratori denominati “Personale viaggiante”, impegnate nei servizi ai viaggiatori a bordo e nei viaggi dei convogli ferroviari. Si tratta dei lavoratori facenti parte di un equipaggio che svolgono, a qualsiasi titolo, servizio o attività lavorativa a bordo di una nave adibita alla navigazione marittima;

camionisti gli autisti alla guida degli autotreni e dei mezzi pesanti utilizzati per il trasporto di merci e materiali. Sovrintendono anche alle operazioni di carico e di scarico;

infermieri ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni, si tratta degli infermieri professionali (operatori sanitari con diploma universitario abilitante e iscrizione all'Albo professionale) responsabili dell'assistenza sanitaria generale. La categoria comprende anche le ostetriche (operatori sanitari con diploma universitario abilitante e iscrizione all'Albo professionale che assiste le donne durante gravidanza e parto). Tra i requisiti della categoria il lavoro organizzato a turni ed svolto in strutture ospedaliere;

addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza lavoratori che assistono le persone anziane, in convalescenza, disabili, e non autosufficienti nelle istituzioni o a domicilio, presso le famiglie;

maestre d’asilo e di scuola materna, facchini, addetti allo spostamento merci e assimilati gli insegnati e gli educatori della scuola pre-primaria (scuola dell'infanzia e asili nido). Si occupano di organizzare, progettare e realizzare attività didattiche per i bambini in età prescolare Facchini e addetti allo spostamento merci che si occupano delle operazioni di carico, scarico e movimentazione di merci e bagagli presso aeroporti, stazioni ferroviarie, porti e imprese, anche per conto dei clienti di alberghi e di altre strutture ricettive;

addetti ai servizi di pulizia che comprende il personale non qualificato che si occupa di mantenere puliti e in ordine gli ambienti di imprese, organizzazioni, enti pubblici ed esercizi commerciali.

addetti a servizi di pulizia, operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti, sono i lavoratori che provvedono alla raccolta dei rifiuti nelle strade, negli edifici, nelle industrie e nei luoghi pubblici. Si occupano anche del trasporto dei rifiuti presso le aree di smaltimento.

Nel settore agricolo, sono i lavoratori addetti alla coltivazione di fondi o allevamento di bestiame e per attività connesse a favore di una azienda agricola.

Il punto saliente è il seguente: dal 2019 salirà l’età per la pensione di vecchiaia a 67 anni, e si innalza di cinque mesi anche il requisito per la pensione anticipata, che arriverà dunque a 43 anni e tre mesi per gli uomini e 42 anni e tre mesi per le donne.

Per il momento non c'è nessun rinvio (così come chiesto invece dai sindacati e da un fronte politico bipartisan), della decisione amministrativa per rendere operativo l'adeguamento a 67 anni, a partire dal 1° gennaio 2019, dei requisiti di pensionamento all'aspettativa di vita certificata dall'Istat. Comunque si sta cercando di rinviare di almeno sei mesi il decreto ministeriale direttoriale con cui entro il 31 dicembre di quest'anno dovrebbe essere dato formalmente il via all'aumento dei requisiti a partire dal 1° gennaio 2019.



Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...
BlogItalia - La directory italiana dei blog