giovedì 31 maggio 2012

Busta paga dal 2012 in formato elettronico

Lo stipendio ora arriva per email, mentre le retribuzioni degli italiani, sono ferme da anni. Lo dicono le statistiche europee.

Quindi la busta paga da l'addio alla carta: con una risposta a un interpello presentato dai consulenti del lavoro la direzione generale per l'attività ispettiva al Ministero del Lavoro  ha dato il beneplacito alle buste paga totalmente elettroniche. Dalla busta-paga si passa alla email-paga. I prospetti di paga, spiega la risposta ministeriale, possono essere consegnate anche con posta elettronica non certificata. La consegna della busta elettronica, per via e-mail, potrà quindi essere effettuata collocando i prospetti su un sito web aziendale che dovrà avere alcune caratteristiche essenziali.

In particolare, il sito dovrà essere "dotato di area riservata con accesso consentito al solo lavoratore interessato" e l'azienda dovrà prevedere "l'utilizzabilità' di una postazione internet dotata di stampante e l'assegnazione di apposita password o codice segreto personale". I prospetti paga consultabili e scaricabili esclusivamente dal lavoratore interessato utilizzando una password individuale.

Nel interpello n 13 del 2012 si legge: nel ribadire quanto contenuto nella risposta ad interpello n. 1/2008 si ritiene di dover chiarire in questa sede la legittimità della consegna del documento anche mediante posta elettronica non certificata. Analogamente a quanto infatti avviene in materia di obblighi di certificazione fiscale del sostituto d’imposta, l’art. 1 della L. n. 4/1953 fa riferimento ad un obbligo di “consegnare” il prospetto paga senza alcun richiamo alla necessità che sia consegnata in forma cartacea, con la conseguenza che non si ravvisa uno specifico divieto di trasmettere al lavoratore il documento per posta elettronica anche non certificata. Ciò a condizione che sia garantita al dipendente la possibilità di entrare nella disponibilità del prospetto e di poterlo materializzare. È tuttavia opportuno, da parte del datore di lavoro, adottare anche in questi casi le opportune iniziative per comprovare l’avvenuto adempimento nei confronti di ciascun lavoratore.

Ciò premesso, si ritiene che l’assolvimento degli obblighi di cui agli artt. 1 e 3, L. n. 4/1953 da parte del datore di lavoro privato possa essere effettuato anche mediante la collocazione dei prospetti di paga su sito web dotato di un’area riservata con accesso consentito al solo lavoratore interessato, mediante utilizzabilità di una postazione internet dotata di stampante e l’assegnazione di apposita password o codice segreto personale. Nelle suddette ipotesi, per garantire la verifica immediata da parte del lavoratore o comunque gli eventuali accertamenti dell’organo di vigilanza, appare peraltro necessario che della collocazione mensile dei prospetti di paga risulti traccia nello stesso sito.

Una pratica che qualcuno (compresa qualche Pubblica Amministrazione) segue già, ma che ora viene ufficializzata anche dalla Direzione Generale per l'Attività Ispettiva del Ministero del Lavoro. Addio carta, dunque, nel futuro il nostro datore di lavoro potrà scegliere di effettuare la comunicazione via posta elettronica (certificata e non) ma anche via Internet, purché si utilizzi un’area riservata opportunamente protetta da password.

martedì 29 maggio 2012

Esodati nuovo scontro Fornero-Camusso

Sugli esodati "non possiamo pensare che tutto si riapra, altrimenti vuol dire fare la riforma e poi disfarla" dice il ministro del Lavoro, Fornero, rispondendo al presidente Inps, Mastrapasqua, che presentando il rapporto annuale dell'Istituto aveva chiesto una soluzione "per tutti". "Abbiamo un decreto che è pronto" spiega il ministro. "E' una soluzione parziale", "lo sappiamo"."Gli esodati sono un costo della riforma delle pensioni. Le riforme costano,non sono a costo zero". Poi aggiunge:"Il governo non è né cieco né sordo ai problemi del Paese".

Ma "al momento non abbiamo il numero degli esodati né gli accantonamenti". "Nei processi di transizione - dice il presidente Inps, Mastrapasqua, presentando alla Camera il rapporto annuale dell'Istituto -, chi è colto a metà del suo passaggio non può e non deve essere dimenticato". Per gli esodati serve una "soluzione che valga per tutti, non solo per il contingente" dei 65mila lavoratori individuati dal governo. Mastrapasqua definisce, comunque, la riforma delle pensioni voluta dal governo Monti "dura, severa, equa e coraggiosa", le "criticità" non devono "oscurarla".

La soluzione in due tempi per risolvere il problema esodati, così come ribadita oggi dal ministro Fornero, è "un disprezzo nei confronti delle persone" dice il segretario della Cgil, Camusso. Il ministro "parla senza sapere di cosa parla". "Serve una soluzione per il complesso degli esodati o meglio che si sospenda la discussione sugli ammortizzatori sociali perché le misure proposte non reggerebbero il confronto". Quanto a un possibile voto di fiducia a Palazzo Madama sul Ddl lavoro, così da far arrivare a Montecitorio il testo blindato: "Più vedo la situazione più credo bisogna riflettere se è giusto fare la riforma" ha detto la Camusso.

Relazione annuale 2012 dell'Inps sulle pensioni

Oltre 7,2 milioni di pensionati Inps, pari al 52,1% del totale ha un reddito pensionistico complessivo inferiore a 1.000 euro al mese. Lo si legge nella Relazione annuale Inps sul 2011 secondo la quale il reddito pensionistico medio è di 1.131 euro. Se si guarda al complesso delle pensioni in essere sono sotto 1.000 euro il 77% degli assegni. L'Inps ha sottolineato come solo il 2,9% dei pensionati 403.000 persone possa contare su più di 3.000 euro al mese mentre il 76,2% (oltre tre quarti del totale) deve fare i conti con meno di 1.500 euro. Hanno meno di 500 euro di reddito pensionistico al mese 2,39 milioni di pensionati, il 17,2% del totale. Il reddito pensionistico medio (1.131 euro) dei pensionati è superiore alla pensione media (770 euro) perché i pensionati possono essere titolari di più trattamenti. Al 31 dicembre 2011, sottolinea l'Inps, i pensionati dell'Istituto erano 13.941.802 (16,6 milioni se si considerano anche i pensionati Inpdap e Enpals), 59% dei quali donne. Le donne percepiscono il 44% del totale degli importi pensionistici mentre gli uomini che rappresentano il 41% del totale dei pensionati possono contare sul 56% dei redditi da pensione. Il reddito pensionistico medio è di 1.131 euro in aumento del 4,33% rispetto ai 1.084 euro del 2010 (ma il dato risente delle nuove pensioni con importo più alto rispetto a quelle estinte). L'importo medio delle pensioni (sia previdenziali che assistenziali) è pari a 770 euro. Le pensioni previdenziali (ovvero quelle che traggono origine da contribuzione) hanno un importo medio di 859 euro mentre quelle assistenziali valgono in media 399 euro. Il valore medio delle pensioni percepite dalle donne (569 euro) e' notevolmente inferiore a quello dell'assegno medio degli uomini (1.047 euro).

Ciò è dovuto alla maggiore presenza femminile fra i titolari di prestazioni assistenziali (di importo più basso) sia ai valori medi delle pensioni previdenziali, più basse per le donne (che sono titolari soprattutto delle pensioni di vecchiaia mentre gli uomini sono largamente prevalenti tra i titolari delle pensioni di anzianità che hanno importi medi più alti. Se si guarda agli importi delle pensioni (18,3 milioni di assegni compresi 2,7 milioni di invalidita' civile) quasi la meta' (9 milioni di trattamenti pari al 49,1%) e' inferiore ai 500 euro mentre un altro 27,9% e' tra i 500 e i 1.000 euro (il 77% del totale quindi e' sotto i 1.000 euro). Solo 265.143 assegni sono superiori a 3.000 euro e tra questi solo 20.092 erogati a donne. Il 59,7% delle pensioni erogate a donne e' sotto i 500 euro.


Le pensioni previdenziali (ovvero quelle che traggono origine da contribuzione) hanno un importo medio di 859 euro mentre quelle assistenziali valgono in media 399 euro. Il valore medio delle pensioni percepite dalle donne (569 euro) è notevolmente inferiore a quello dell'assegno medio degli uomini (1.047 euro). Ciò è dovuto alla maggiore presenza femminile fra i titolari di prestazioni assistenziali (di importo più basso) sia ai valori medi delle pensioni previdenziali, più basse per le donne (che sono titolari soprattutto delle pensioni di vecchiaia mentre gli uomini sono largamente prevalenti tra i titolari delle pensioni di anzianità che hanno importi medi più alti.

Se si guarda agli importi delle pensioni (18,3 milioni di assegni compresi 2,7 milioni di invalidità civile) quasi la metà (9 milioni di trattamenti pari al 49,1%) e' inferiore ai 500 euro mentre un altro 27,9% e' tra i 500 e i 1.000 euro (il 77% del totale quindi è sotto i 1.000 euro). Solo 265.143 assegni sono superiori a 3.000 euro e tra questi solo 20.092 erogati a donne. Il 59,7% delle pensioni erogate a donne è sotto i 500 euro.
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