domenica 9 settembre 2012

Lavoratori stranieri, regolarizzazione a partire dal 15 settembre 2012


Al via la procedura di regolarizzazione degli immigrati impiegati senza regolare contratto di lavoro.

Un mese di tempo per regolarizzare la posizione degli stranieri presenti irregolarmente in Italia. Dal 15 settembre al 15 ottobre i datori di lavoro potranno sanare la propria posizione in merito a dipendenti extracomunitari presentando domanda di regolarizzazione, in armonia con il Decreto legislativo n. 109 del 16 luglio 2012, in vigore dal 9 agosto.

Il Decreto ha permesso l'attuazione della direttiva 2009/52/CE che vieta ai datori di lavoro di impiegare cittadini con soggiorno irregolare, con sanzioni e provvedimenti in caso di inadempienza.
Il datore di lavoro che presenta domanda di emersione dovrà versare un contributo forfettario di 1.000 euro per ciascun lavoratore, a partire dal 7 settembre 2012.

Sono esclusi dalla procedura i datori di lavoro che negli ultimi cinque anni sono stati condannati per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, sfruttamento di persone, anche minori, per prostituzione o altre attività illecite, intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro ai sensi dell'articolo 603-bis c.p, datori con lavoratori privi del permesso di soggiorno e che non hanno sottoscritto il contratto di soggiorno presso lo sportello unico salvo cause forza maggiore.
Nella circolare si ricordano i vari passaggi che i datori di lavoro devono seguire: dopo il pagamento dei mille euro, sarà necessario presentare l'istanza telematica attraverso il sito del ministero dell'Interno. La procedura telematica sarà attiva dalle 8 del 15 settembre, fino alla mezzanotte del 15 ottobre.

Per l'invio della domanda i datori potranno farsi assistere anche dai patronati, come già è avvenuto per le precedenti sanatorie. A differenze delle regolarizzazioni degli anni scorsi, però, stavolta non è stata fissata una quota massima di ammissione. Non sarà, quindi, necessario affrettarsi nell'invio della domanda.

Esclusi anche i lavoratori stranieri con provvedimento di espulsione, segnalati ai fini della non ammissione nel territorio dello Stato, condannati per uno dei reati previsti dall'articolo 380, o che costituiscono una minaccia per l'ordine pubblico e la sicurezza. Esclusi anche rapporti di lavoro a tempo parziale.

L'Agenzia delle Entrate ha inoltre istituito i codici tributo REDO (lavoro domestico) e RESU (lavoro subordinato), per l'esatta compilazione del modello F24 Versamenti con elementi identificativi da parte del datore di lavoro.

Ci sono vincoli anche per i datori di lavoro: il reddito mimino deve essere di 20mila euro nel caso in cui un nucleo familiare composto da un solo percettore di reddito voglia regolarizzare un lavoratore domestico di sostegno al bisogno familiare. Tale reddito sale a 27mila se nella famiglia ci sono più soggetti conviventi. Per sanare la posizione di un lavoratore di un altro settore, invece, bisognerà dimostrare di avere un reddito annuo di almeno 30mila euro. Per regolarizzare una badante, invece, non è previsto alcun reddito minimo.

Un altro requisito indispensabile riguarda la durata del rapporto di lavoro che deve essere in atto almeno dal 9 maggio scorso.

Lavoro, rapporto IRES-CGIL per quasi 4,5 milioni "in sofferenza lavoro"


Quasi 4 milioni e mezzo di italiani si trovano nell'area della "sofferenza occupazionale". Emerge da un'analisi dell'Ires, il centro studi della Cgil. L'inattività è un fenomeno molto più diffuso nel nostro Paese rispetto al resto dell'Europa,dentro al quale si trova una parte rilevante di esclusi dal mondo del lavoro non riconosciuti come disoccupati. La "vera sofferenza" vede sommati i disoccupati, i cassaintegrati e i cosiddetti "scoraggiati" disponibili a lavorare. "Le motivazioni dell'inattività sono molteplici, ma la forza lavoro potenziale è di oltre 3 milioni di persone", hanno detto Minelli (Ires) e Fammoni (Fondazione Di Vittorio).

E' quanto sostiene la Cgil spiegando che nel secondo trimestre ai 2,7 milioni di disoccupati censiti dall'Istat vanno aggiunti 1.687.000 persone tra 'scoraggiati'(coloro che non cercano lavoro poiché pensano di non trovarlo) e cassaintegrati.

Secondo la Cgil nello stesso periodo del 2007, quindi nel periodo prima della crisi, si trovavano nell'area del disagio occupazionale circa 2.475.000 persone. L'aumento negli ultimi 5 anni è stato del 77%. Il dato emerge da uno studio dell'Ires che sottolinea come nel nostro Paese l'inattività sia un fenomeno molto più diffuso rispetto al resto dell'Europa. Dentro quest'area - si legge nella ricerca - "si trova una parte rilevante di esclusi dal mondo del lavoro non formalmente riconosciuti come disoccupati. Sarebbe altrimenti inspiegabile un tasso di disoccupazione nella media e un tasso di occupazione molto più basso di quello europeo". "Le motivazioni dell'inattività sono molteplici – hanno spiegato Raffaele Minelli, presidente dell'Ires e Fulvio Fammoni, presidente della Fondazione Di Vittorio - ma la forza lavoro potenziale rilevabile al suo interno è appunto di oltre tre milioni di persone". "E' una simulazione molto realistica e prudenziale della vera area di disagio occupazionale - affermano - e rappresenta l' immagine, purtroppo più vera e drammatica, di come la crisi ha colpito il lavoro. A questi milioni di persone non si può dire che la prospettiva di essere travolti dalla crisi si è allontanata. E' evidente che il lavoro è il principale fattore non affrontato dal Governo per uscire dalla crisi".

Tra gennaio e luglio del 2012 i disoccupati in Italia sono aumentati di 292.000 unità passando dai 2.472.000 a 2.764.000 unità. Nello stesso periodo l'Ue nel complesso ha registrato 881.000 disoccupati in più: è quanto risulta da elaborazioni della Cgil su dati Istat e Eurostat secondo le quali l'aumento dei disoccupati in Italia nel periodo "ha rappresentato un terzo dell'intero incremento complessivo europeo. "Si è a lungo sostenuto - affermano Raffaele Minelli, presidente dell'Ires Cgil e Fulvio Fammoni, presidente della Fondazione Di Vittorio - basandosi solo sui dati dei disoccupati 'formalmente riconosciuti' e non tenendo in alcun conto l'enorme area della inattività, che l'Italia si trovava in una situazione di vantaggio rispetto all'Europa. Questa differenza è ormai superata e come si vede l'aumento dei disoccupati in Italia è ora molto più forte della media europea". "Risulta evidente – hanno aggiunto Minelli e Fammoni - come l'andamento della crisi e le scelte fatte per contrastarla producano in Italia un netto peggioramento, con effetti insopportabilmente negativi sull'occupazione. Dato che comporta un primo giudizio severo e negativo.

Sistema informativo Excelsior meno 188 mila assunti


Quest'anno saranno ci saranno 188 mila assunzioni in meno. E' quanto ha  rilevato il sistema informativo Excelsior di Unioncamere e del ministero del Lavoro. Nel 2012 le assunzioni complessive non stagionali previste dalla imprese dell'industria e servizi saranno 407 mila contro le 595 mila programmate nel 2011 I laureati assunti potrebbero essere 15 mila in meno. Gli specializzandi avranno più possibilità di trovare lavoro. Il mercato del lavoro cerca economisti, ingegneri, medici, infermieri. Ricercati anche ragionieri, meccanici e operatori turistici e alberghieri.

Le imprese cercano laureati e diplomati qualificati per reggere alla sfida della competizione.
Quindi il mercato del lavoro sta cercando economisti, ingegneri, medici e personale sanitario specializzato tra i laureati. Ragionieri, meccanici e specializzati nell'indirizzo turistico-alberghiero tra i diplomati. E' a questi titoli di studio che le imprese guardano con maggior attenzione, programmando le assunzioni da effettuare nell'arco del 2012. Anno nel corso del quale, è evidente l'inasprimento della competizione legato alla crisi porterà molte imprese a investire nell'accrescimento della qualità dei prodotti e servizi da immettere sul mercato, portando come conseguenza un più consistente peso dei laureati sul totale delle assunzioni programmate: il 14,5% quest'anno, 2 punti percentuali in più rispetto al 2011. Ma la sensibile riduzione delle assunzioni complessive non stagionali previste dalle imprese dell'industria e dei servizi (quelle complessive non stagionali saranno 407mila contro le 595mila programmate nel 2011) non risparmierà nemmeno i "dottori", che, alla fine, potrebbero essere 15mila in meno di quelli preventivati lo scorso anno.

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