sabato 17 novembre 2012
Legge di stabilità 2013 e detrazioni figli a carico
La legge di stabilità 2013 ha ritoccato al rialzo la detrazioni per carichi di famiglia e in particolare le detrazioni figli a carico. Queste detrazioni si applicano a seconda del reddito dichiarato.
Vediamo in modo analitico cosa è cambiato per le singole professionalità.
Per gli impiegati della pubblica amministrazione (con un reddito più o meno sotto i 30.000 euro), in una famiglia tipo con due figli entrambi sopra i tre anni, gli sconti ammontano a 1.382 euro, 218 in più del 2012. Nel caso di tre figli si sale a 2.166 euro, mentre per un figlio solo la detrazione è calcolata in 650 euro l'anno.
Nel caso di una famiglia con tre bambini, uno sotto i tre anni e gli altri due più grandi, il cui reddito sia compreso tra i 50.000 e i 60.000 euro (quello di un medico pubblico ad esempio) le detrazioni passeranno dagli attuali 1.414 euro ai 1.622 previsti dal prossimo anno, con un guadagno di 208 euro.
Con la stessa composizione famigliare ma con un reddito tra i 25.000 e i 30.000 euro (per esempio quello di un insegnante) la detrazione é invece di 2.371 euro, 304 in più di quella in vigore.
La differenza maggiore tra la vecchia e la nuova normativa la sentiranno le famiglie con un bambino disabile. Per i redditi più bassi, quelli sotto i 20.000 euro, e un figlio sotto i tre anni lo sconto arriva a 1.397 euro, 513 in più dell'attuale. Si passa a 1.304 euro se gli introiti annuali sono di 25.000 euro e a 1.211 se il reddito sale a 30.000. Lo sconto minimo per chi guadagna più di 60.000 euro è di 652 euro (239 in più di oggi). Se il bambino ha più di tre anni, si va invece da una detrazione massima di 1.239 euro per i redditi bassi (434 in più dell'attuale normativa) a 578 euro per i redditi più alti (203 in più rispetto al 2012).
Per calcolare l’importo della detrazione spettante bisogna utilizzare la funzione inserita nelle istruzioni della dichiarazione dei redditi (con l’aumentare dei figli, ovviamente, cambiano i coefficienti da applicare).
Una famiglia con reddito di 10mila euro e un figlio
figlio con meno di tre anni: 1.220 moltiplicato per 85mila (differenza fra 95mila e reddito), diviso per 95mila, ossia 1.092 euro: + 287 euro rispetto agli 805 euro previsti con la precedente normativa.
figlio con più di tre anni: 950 per 85mila diviso 95mila, ossia 850 euro (+135 euro rispetto ai 715 euro di prima).
Una famiglia con reddito di 10mila euro e due figli
entrambi sotto i tre anni: 2.218 euro (+582 euro rispetto ai precedenti 1.636 euro)
solo uno sotto i tre anni: 1.973 euro da 1.623 euro (+350 euro).
Una famiglia con reddito di 20mila euro
un figlio sotto i tre anni: 963 euro (+273 euro rispetto ai 710 della precedente detrazione)
un figlio sopra i tre anni: 750 euro da 631 euro (quindi +119 euro)
due figli sopra i 3 anni: 1.555 euro contro i precedenti 1.309 (+246 euro)
Una Famiglia con reddito di 30mila euro
un figlio sotto i 3 anni: 835 euro contro i precedenti 615 euro (+220 euro)
un figlio sopra i 3 anni: 650 euro contro i precedenti 547 euro (+103 euro)
Una famiglia con reddito di 40mila euro
un figlio sotto i tre anni: 706 euro contro i precedenti 521 euro (+185 euro)
un figlio con più di tre anni. 550 euro contro i precedenti 463 euro (+87 euro)
Produttività del lavoro 2012 – 2013 in attesa della firma
"Non è vero che la trattativa sulla produttività era partita male, era partita bene" e "c'era un accordo di massima di tutti, poi in quest'ultima fase qualcuno ha cambiato idea". Così il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, in risposta alla leader della Cgil Susanna Camusso Squinzi dice che il testo sulla produttività è pronto e "chi vuole firma, chi non vuole si assumerà le responsabilità davanti al Paese".Riconosce che "non ci sono le condizioni" per una "concordia". Sostiene che "per una vera ripresa dobbiamo ormai focalizzarci sul 2015". La Cisl si dice pronta a firmare il testo concordato.
Il testo sulla produttività coinvolge le organizzazioni imprenditoriali, cioè Confindustria, Abi, Alleanza delle coop, Ania, Rete Imprese Italia, ed ovviamente le sigle sindacali, le parti sociali Cgil, Cisl e Uil.
L'attenzione delle parti sociali si sposta sul contratto di secondo livello, che disciplina la parte della contrattazione relativa all'organizzazione del lavoro, che interessa cioè turni e orari. Mentre al centro del contratto nazionale ci saranno le tutele di base che riguardano tutti i lavoratori.
La trattativa sulla produttività, avviata ai primi di ottobre, è arrivata quindi alle battute finali: l'accordo è atteso, con la firma dei protagonisti, sindacali e imprenditoriali. Ma sembra molto difficilmente che ci sarà una adesione unitaria: se il fronte dei datori di lavoro è compatto, i sindacati sono divisi, con la Cisl che ha già preannunciato la firma e la Cgil che ha rimarcato gli stessi problemi con Confindustria. Il testo ha recepito alcune indicazioni sollevate dai sindacati la scorsa settimana al tavolo (tra cui superamento degli automatismi, richiesta di rendere la detassazione e decontribuzione strutturale, indicando tetto di retribuzione e percentuali di sgravi).
Primo punto sollevato, quello della rappresentanza e della presenza della Fiom al tavolo del contratto dei metalmeccanici, un problema più politico che legato ai temi della trattativa sulla produttività. Accanto a questo, la tutela del potere d'acquisto delle retribuzioni, il demansionamento, la richiesta di risorse strutturali.
Sulla questione Fiom, già contestata dalle altre confederazioni ha replicato Luigi Angeletti, leader della Uil: definendo «ridicolo» che la Fiom si sieda al tavolo senza aver riconosciuto il contratto del 2009. Difficile, quindi, che dalla Cgil arrivi un sì, anche se da parte da Confindustria e dalla altre organizzazioni imprenditoriali c'è stata la volontà di arrivare all'accordo unitario.
Dalla Cisl, con il segretario confederale Giorgio Santini, è arrivata la disponibilità a firmare: «Se il nuovo testo conterrà le correzioni concordate nell'ultima riunione tra imprenditori e sindacati la Cisl è sottoscriverà l'intesa sulla produttività», ha scritto il sindacalista in una nota, considerando «fuori luogo e fuori tempo» le considerazioni della Cgil, contestando che voglia affrontare in questo contesto la questione specifica della Fiom.
Dopo la firma, l'accordo sarà presentato al governo. In ballo ci sono risorse per 2,1 miliardi di euro che l'Esecutivo ha messo a disposizione con la legge di Stabilità per gli sgravi a favore della produttività ripristinando le risorse che erano state precedentemente messe a disposizione.
Il leader della Cgil ha scritto ai presidenti di imprese, banche e assicurazioni, e per conoscenza anche ai leader sindacali per "formalizzare i problemi ancora aperti nel negoziato cosiddetto sulla produttività". Nella lettera, la Camusso ha ricordato che "il sistema di relazioni attuale è ancora caratterizzato da un modello contrattuale agito sulla base di accordi separati e dalla faticosa ricomposizione di una parte dei tavoli contrattuali di categoria". Per questo "l`accordo interconfederale del 28 giugno 2011 con Confindustria ha rappresentato e rappresenta una positiva evoluzione del quadro; un accordo che pone al centro la democrazia e la rappresentanza, la contrattazione di secondo livello e la sua esigibilità. Non casualmente quell`accordo ripropone il tema della strutturalità degli interventi fiscali a sostegno dei premi di produttività".
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lunedì 12 novembre 2012
Informazioni sui consulenti del lavoro a Torino
Per tutti coloro che vogliono diventare consulenti del lavoro a Torino sono state stabilite nuove modalità sulla disciplina del praticantato, necessario per l’ammissione all’esame di Stato per l’abilitazione.
I consulenti del lavoro a Torino hanno varie funzioni: affiancano le parti contraenti verso il rapporto di lavoro subordinato, offrono supporto di natura tecnico-professionale, ma anche di amministrazione e gestione del rapporto di lavoro tra il datore e i lavoratori dipendenti, gli Enti di diritto pubblico e privato e gli uffici ed organi centrali e periferici del ministero del Welfare.
L'intervento professionale del consulente del lavoro, dal punto di vista economico e sociale, aiuta la piccolo-media impresa con una specializzazione nella gestione dei rapporti di lavoro. I consulenti del lavoro a Torino, nel futuro costituiranno il fulcro delle medie e piccole imprese che avranno la loro attività operanti in prevalenza nel terziario, dove la gestione delle risorse umane costituirà il vero fattore strategico di sviluppo. Infatti, in un'area industriale dove il mercato e le imprese hanno un’evidente forza lavoro, la Regione Piemonte ed in modo particolare Torino, rappresentano una sorta di miniera, un valore aggiunto per il mondo del lavoro e per la collettività.
Funzioni peculiari dei consulenti del lavoro
Come detto sopra tra le funzioni dei consulenti del lavoro abbiamo:
- Tutto quanto riguarda la genesi e l’evoluzione del rapporto di lavoro, ossia la gestione di tutti gli aspetti che si riferiscono ad un contratto lavorativo: dagli aspetti giuridici,a quelli economici, contabili fino a quelli assicurativi-previdenziali;
- informazione sugli adempimenti in materia di lavoro, previdenza ed assistenza sociale dei lavoratori;
- tenuta dei prospetti paga e contributi;
- denuncia dei lavoratori occupati agli uffici INPS e INAIL e agli uffici del Ministero del Lavoro;
- studio e gestione dei criteri e delle modalità di retribuzione;
- soluzione delle controversie di lavoro;
- assistenza e rappresentanza nelle vertenze extragiudiziali ed in sede di contenzioso;
- formazione e consulenza tecnica.
I consulenti del lavoro devono saper curare l’insieme dei lavori delle risorse umane sia a livello aziendale che a quello generale. Devono essere ben presenti le scelte che, all’interno di una determinata organizzazione, devono essere prese a fini di bilancio, di gestione del personale, di organizzazione della struttura, diciamo il cosiddetto management, termine che va sempre più di moda. I consulenti del lavoro devono possedere conoscenze generali di tipo giuridico-amministrativo e contabile, orientate in modo particolare alle tematiche legate ad diritto del lavoro.
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